In primo piano: indagini per recupero crediti

Indagine preventiva: il caso più comune è quello dell’indagine preventiva per recupero credito. L’investigatore non si occupa di recuperare i crediti, ma di stabilire se esistano beni o somme da aggredire e di dare all’avvocato la possibilità di procedere con successo nell’azione esecutiva.
Su quali beni agire: nell’identificazione dei beni posseduti da una persona e delle sue fonti di reddito, sono incluse le intestazioni a “prestanomi”. Le indagini riguardano inoltre le vendite simulate e la ricerca di beni detenuti all’estero.
Quando si dispone già di un titolo esecutivo, lo scopo di un’indagine è quello di stabilire su quali beni o redditi convenga di più agire. Ad esempio, quando si ha a che fare con un “professionista” del debito o con una persona alla quale sono già stati notificati atti esecutivi sarà difficile che le ricerche più ovvie abbiano successo. Meglio concentrarsi su beni che difficilmente possono essere sottratti, come i crediti che il nostro debitore non ha ancora incassato. Una volta identificato il terzo creditore, l’avvocato potrà pignorare direttamente la somma che ci è dovuta chiedendo al “terzo” di pagare noi anziché il nostro debitore.


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